.








Silence is in the void. Silence isn't void.

Un velo.

Tecnicamente quello che si vedeva sul blog collettivo di db e sul mio blog personale, era nient'altro che un velo, sotto il quale, contenuti e funzionalità erano ancora presenti ed immutati. Il mio tentativo è stato quello di manifestare il visibile tramite l'invisibilità: una sorta di Christo virtuale.

All'origine, la prima cosa da fare era creare aspettativa e, dare un segnale inequivocabile che qualcosa stava per accadere. Quindi, ecco l'utilizzo di un conto alla rovescia e, la divulgazione indiretta dell'operazione tramite l'uso di frasi allusive o comunque interpretabili. L'importante in quel momento era non rivelare nulla di preciso.

Nella genesi, allo scadere del timer, i due blog subivano una specie di "defacement" controllato trasformandosi l'uno in una pagina bianca, e l'altro in una pagina nera, entrambe apparentemente vuote. In realtà, dopo aver abituato la vista a quel "vuoto", tono su tono, si potevano notare le frasi contraddittorie e vagamente simili che danno il titolo al progetto; l'una link dell'altra.

La cosa che mi divertiva era immaginare la faccia di chi aveva visto il counter e perciò si aspettava qualcosachissàcosa; ma ancora di più mi divertiva pensare a quanti non avevano visto il counter e/o non ne sapevano nulla e, abituati a trovarsi i post soliti, magari ancora quelli di settimane prima, si ritrovano invece, una pagina bianca. E poi forse, una nera che portava al punto di partenza.



P.S. sulle due frasi "Silence is in the void." e " Silence isn't void.": è un gioco di parole che per assonanza è estremamente simile. Ciò nonostante, se immagino il vuoto, penso ad una grande "O", se immagino il silenzio, immagino un punto.

Commenti

Posta un commento

Post più popolari